LA NOTTE TREMA!!
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“Ma non dorme nessuno da queste parti?” L'artigliato era di nuovo nella scuola che lo ospitava, ed il solito giro di controllo lo aveva portato nella cucina, dove il ragazzo noto come Ghiaccio-Boy per gli amici, e come Uomo-Calippo per le ragazze, si concedeva uno spuntino notturno.
“Pare di no..” Fu la risposta del giovane.
“Ma non ci sono le birre?” JeanLuc nel frattempo aveva dato l'assalto al frigo.
“No, le ha bevute tutte il Professore.”
“Perchè nessuna degli studenti le prendesse?”
“No, aveva solo sete”
“....ma tu dimmi...una cassa intera...” bofonchiò tra i denti l'uomo con gli artigli.
“Nell'armadio in alto c'è qualche bibita gassata.”
Il mutato cercò invano dove gli era stato indicato dal giovane.”Mah..io nn vedo nulla”
“Lo so..ti ho detto una gassata...giusto per romperti il gasso..” Il viso liscio si contrasse nel più innocente dei sorrisi..
“Ascoltami bene ragazzino...”Jeanluc si preparava a rispondere a tono, quando un rombo soffuso, lontano lo bloccò di scatto, facendolo trasalire. Si concentrò per acuire ulteriormente le sue capacità sensoriali superumane. Prese di peso il ragazzo che aveva di fronte e lo piazzò sotto il tavolo di fronte a se.
“Ma sei impazzito??” Il giovane si lamentò con vigore, pulendosi le macchie del gelato che stava mangiando dalla maglia. La scossa terminò in fretta, troppo lieve per essere avvertita per chi non è provvisto dei sensi animali dell'eroe con gli artigli.
In quel momento entrò il fondatore della scuola. I loro pensieri gli erano arrivati prima ancora che fossero espressi, così parlò per primo: “Non avete nulla da temere. E' stato solo del secondo grado.”
“Ancora il terremoto?”
“Già..ancora..”
“Quanto è passato? Tre settimane?”
“Più o meno” La voce dell'uomo sulla carrozzella era profonda e sicura, un effetto calmante certamente aiutato dalla mutazione che gli era propria. “Ho avvertito il tuo disagio”
“Non era disagio. Era paura.” Ammise Jeanluc.
“Credevo tu non potessi provarla”
“Io ci vedo benissimo, quello è un altro supereroe...Professore...cosa sente dalle zone terremotate?”
“Penso tu lo possa immaginare” Il volto dell'anziano si corrugò lievemente.
“Non passerà tanto presto vero?”
'Mai del tutto' L'ultima risposta arrivò direttamente nella mente di Jeanluc.
'Brutta cosa la paura.' Rispose con un pensiero.
'A volte ti tiene in vita'
'Già..a volte..' decise di tornare a parlare “Ragazzino! Tutto bene? Non ti ho spaventato prima vero?”
“N...no, affatto..” Il ragazzo rispose timidamente.
“Metti anche a noi un pò di gelato...magari è quello che serve per vincere lo spavento..”
“ Non sarà che D.Diavolo è cieco per quello?”
“....”
' non lo dire' fu il messaggio mentale del Professore.
“Quello è colpa di certi siti inernet...”




















